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Artigiano, curioso, con tanta voglia di voler vivere in una Comunità civile. Dove il benessere sia un obbiettivo. Non solo la 'rrobba.

Onore ai Lampedusani.

Da vedere per non chiudersi dentro.

Etty Hillesum dice che “il grande ostacolo è sempre la rappresentazione e non la realtà. Ci facciamo carico della realtà con tutta la sofferenza. Ce la carichiamo sulle spalle. Ma la rappresentazione della sofferenza – che non è la sofferenza,  perché questa
è feconda e può rendervi la vita preziosa – bisogna stroncarla.

Spezzando queste rappresentazioni, liberiamo in noi stessi la vita reale con
tutte le sue potenzialità e diventiamo capaci di sopportare la sofferenza nella nostra vita personale e in quella dell’umanità”.

Cartolina da Mussomeli, con “fratte”.

FratteStamattina leggendo Castelloincantato.it (http://www.castelloincantato.it/?p=161009) ho avuto la conferma che l’arroccamento di questà Comunità su posizioni indifendibili, non esiste la cultura della responsabilità,  stà facendo scivolare il vivere civile in un limbo triste dove la rassegnazione degli adulti e la rabbia dei giovani marginalizza chi resta e favorisce l’emigrazione.

Tutto questo porterà costi economico-sociali intollerabili già nel medio periodo.

Povera Italia

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La rielezione di Napolitano è il disperato tentativo di fermare il tempo, da parte di chi oggi non sa più in che direzione andare. Ogni prospettiva futura è bruciata nel volgere di un attimo. Il re è davvero nudo e non è un bel vedere.
Roberto Saviano (scrittore)

Terra mia.

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Io abito al centro della Sicilia.
Fin da piccolo ho creduto di vivere nell’ombelico di una sensuale danzatrice velata.
Purtroppo ho maturato la convinzione che in veritá si tratta del lurido sfintere di una vecchia baldracca.
Troppo avvezza al mercimonio per provare ancora dolore o vergogna.
Troppo attaccata alla ‘robba’ per capire che i suoi figli hanno bisogno di un futuro.

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Spendere meglio per spendere meno.

La TARES è un balzello che hanno introdotto nel 2012 che si dovrà pagare a partire dal 2013 e che serve a pagare il 100% del costo di alcuni servizi erogati dagli enti locali tra i quali il verde pubblico, l’illuminazione pubblica e la gestione dei rifiuti.
La logica è: Roma esige e gli enti locali ne godono.
Pertanto non è importante che l’ente sia virtuoso e che abbia tra gli obbiettivi di qualità l’ economicità e l’efficienza, l’ importante è pagare!
I principi basilari di Democrazia partecipata esigerebbero che le spese fossero quantomeno condivise e soggette alla discussione pubblica permettendo alla Comunità di esprimere un parere sul come organizzare i servizi nell’ ottica di una gestione economica e di qualità.

L’obbiettivo di un ente locale dovrebe essere, di concerto con il sistema creditizio e il sistema delle imprese, quello di permettere uno sviluppo socio economico dei territori e delle popolazioni e non di tenere in vita carozzoni clientelari che hanno un costo eccessivo per qualsiasi cittadino o impresa.
Chiediamo con forza che al più presto si rivedano sia la Tares che i sistemi di gestione dei vari enti locali. Per la sostenibilità economica della Società è necessaria una nuova cultura del lavoro e delle relazioni tra i cittadini.

 

QUALITA’, QUALITA’, QUALITA’.

La politica del futuro dopo le elezioni febbraio 2013.

La politica del futuro potrebbe venire da un atto di umiltá dei partiti esistenti.

Il M5s ha interpretato un bisogno: il bisogno di Comunità. Sarà il prossimo futuro a farci capire se il fenomeno Grillo sarà solamente un olografica rappresentazione della democrazia partecipata o saprà strutturarsi in una rete solida di partecipazione collettiva. Alcune cose mi entusiasmano come la riduzione della spesa della politica o l’invocazione a un modello di vita più sobrio, altri non mi convincono: una testa un voto è populismo, è troppo facile controllare le masse con gli strumenti psicologici moderni.

Una struttura a rete necessariamente ha bisogno di regole e funzioni.

Sicuramente il sistema esistente è troppo incancrenito per essere considerato un’alternativa alle proposte di Grillo ma un’atto di umiltà dei leadership che aprisse ai giovani meritevoli e non solo ai “nepoti” potrebbe essere una base di partenza per neutralizzare la decadenza socio politica del nostro Paese e rappresentare una alternativa appetibile per chi per ora si sente senza speranza e vede il futuro fosco e pieno di pericoli.

La concorrenza tra le forze si è dimostrata un fenomenale volano per l’aumento della qualità dei beni e dei servizi, perché non applicare lo stesso metodo anche ai partiti politici?

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Il primo “nepote”