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ARTICOLO ALTERNATIVO GENNAIO 2004


Parmalat, neoliberismo.

Ma un nuovo mondo è possibile.


Il caso Parmalat può essere preso, assieme ai fattacci della Enron americana, come esempio di un sistema economico mondiale ingiusto, incrinato e che crea diseguaglianze.

E' stato possibile, nonostante i “severi controlli” previsti dalle leggi statali, frodare i piccoli risparmiatori che fidandosi del buon nome delle ditte e dei “consigli” delle banche hanno acquistato obbligazioni sul libero mercato, pensando di fare un buon affare e ritrovandosi con della carta straccia in mano.

In parole povere è successo, succede e se non cambiano le regole succederà che una azienda privata può facilmente, usando metodi fraudolenti, ingannare i piccoli risparmiatori. Grazie a losche manovre contabili stornare i soldi delle società verso i portafogli dei proprietari e dei manager compiacenti.

Sono urgenti e necessarie regole rigide di trasparenza e controllo che tutelino anche chi, dopo una vita di lavoro, vede bruciarsi i risparmi a causa di persone che trattano il danaro come fine e non come mezzo per soddisfare i propri bisogni.

Il nostro è un periodo storico particolare dove si è affermato un sistema economico a livello planetario che si chiama neoliberista.

Il neo liberismo presuppone che tutti si muovano secondo la logica che è giusto massimizzare il profitto, l'unico valore che esiste è il danaro. Più danaro si possiede più si è di successo nella società, meno danaro si ha meno si conta. In una società di questo tipo la misura del valore della persona umana è affidato a semplici operazioni algebriche.

E' venuta meno quella gamma di valori che hanno contraddistinto la nostra società: tutto oggi affoga nelle gelide acque del calcolo egoistico.

Con un modo di vivere di questo tipo è abbastanza semplice immaginare cosa passasse, passa e spero non passerà più tra qualche tempo nelle menti di molti dirigenti aziendali: “ devo fregare quegli stupidi perche i soldi sono di chi li sa fare!”.

Ma che utilità c'è ad averne mille volte più di quelli che servono?

Una linea da seguire per noi tutti e da consigliare a chi ha la responsabilità di amministrare molti soldi è quella che hanno dato i Vescovi italiani nel 1994 con il documento “ Democrazia economica sviluppo e bene comune”.

Secondo il magistero “ La Chiesa esorta anzitutto i credenti e chiede a tutti gli uomini di buona volontà di liberarsi dai condizionamenti dell'individualismo e dell'edonismo, di abbattere i simulacri – l'oro, il cemento e la carta moneta- dell homo oeconomicus, rubati ai bisogni vitali di moltissimi esseri umani per l'insensata e ingiusta opulenza di pochi. E' questo, sotto gli occhi di tutti, l'esito finale dell'economicismo.

Questo è il nostro augurio ed insieme il nostro impegno: costruire un'economia che sia strumento a servizio di ogni uomo e di tutto l'uomo, e per questo veramente e autenticamente democratica.”

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Per maggiori informazioni:

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Democrazia economica sviluppo e bene comune. CEI Ed. FIGLIE DI SAN PAOLO 1994

Un mondo migliore è possibile. GIANNI MINA' 2002