Mussomeli 26/12/2002
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Incontro con Padre Giuseppe Noto S.J.
sul tema: una via possibile per il Vallone.
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Il 26 dicembre 2002 il professore Giuseppe Noto S.J. ha incontrato un gruppo di giovani mussomelesi, attivi nel sociale, e ha parlato sulle opportunità che bisogna cogliere per uno sviluppo possibile e sostenibile della nostra collettività.
Padre Giuseppe Noto, gesuita, dirige l'ISAS di Palermo dal 1962.
L'Isas è un'associazione promossa dai padri Gesuiti e opera in Sicilia e in Italia meridionale, come ente autonomo dotato di personalità giuridica.
Ha rapporti stabili con tre Università e strette collaborazioni con Enti regionali, nazionali e internazionali.
Opera nella ricerca e nella formazione delle risorse umane al fine di sostenere la crescita complessiva e lo sviluppo della società siciliana. L' ISAS ha da sempre ritenuto come imprescindibili i valori di solidarietà, formazione, sviluppo sociale.
Padre Noto, da subito, ha posto particolare enfasi sulla necessità di guardare tutti gli accadimenti mondiali come vicini perchè la società di oggi è complessa, interdipendente e competitiva e gli Stati Centrali hanno sempre più difficoltà a trattare i problemi locali con la giusta attenzione.
Pertanto i cittadini di un territorio sono chiamati all'impegno attivo per la costruzione del proprio futuro con la giusta tensione verso un domani che sia progresso civile, benessere sociale e non solo economico, pena la marginalizzazione e l'esclusione dai circuiti economici virtuosi.
Lodando la grande capacità del popolo mussomolese di conservare il patrimonio culturale acquisito, il come eravamo, ha sottolineato l'importanza di pensare a come saremo, a come daremo risposte valide alle sfide che il futuro ci riserva e sfruttare al meglio le risorse della nostra comunità.
Il metro dello sviluppo economico generale sara l'indice per valutare la nostra capacità a reagire ai cambiamenti repentini della societa globale.
Dai suoi ragionamenti appariva chiaro che il nostro sviluppo non potrà essere in un futuro industriale, che non ha dato felici risultati in altre zone della Sicilia e data anche la sfavorevole posizione geografica nei trasporti.
La natura, le risorse agricole-zootecniche, le risorse artigianali, il patrimonio artistico monumentale con le attività culturali e le tradizioni gastronomiche potrebbero essere, se ben armonizzate, dei punti di forza per un'offerta turistica di nicchia e di alta qualità.
Questo sicuramente può essere possibile solo se è tutto il territorio e cioè la Comunità a condividerlo.
Bisognerà iniziare a pensare in termini di domanda e offerta, perché è solo quello che riusciremo a produrre ma soprattutto a “vendere” che ci darà la possibilità economica di programmare un futuro.
Il professore auspicava la nascita, tra i presenti, di un “club” di azione locale che abbia come scopo la ricerca delle priorità dello sviluppo di Mussomeli, in quanto se di futuro si tratta è giusto pensare ai problemi più impellenti e possibilmente risolverli con le nostre stesse forze, senza aspettare che siano sempre gli altri a prendere l'iniziativa.
Se non si sa come fare significa che c'è un bisogno di formazione, e il comportamento dell'essere apatici sicuramente non aiuta a migliorare la situazione: dobbiamo cambiare, diventare propositivi, collaborare e mettere insieme le conoscenze.
Allo stesso tempo portava la nostra attenzione verso quel “fiume di risorse” che la Unione Europa ha destinato verso le zone svantaggiate, quali la nostra, per migliorarne la condizione socio-economica, che aspettano di essere impiegati in progetti coerenti e condivisi (obiettivo 1 del Programma Comunitario Operativo 2000-2006).
E' necessario però che i progetti si facciano e si facciano bene, motivando le richieste con un bagaglio di dati e di esperienze che siano supportati da riscontri oggettivi.
Tutto ciò implica competenze, assunzione di responsabilità, impegno, lavoro.
Ma è possibile, tutti insieme, mutando il nostro atteggiamento verso gli altri.
Il cambiamento è il prezzo da pagare per lo sviluppo!
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